Messaggio natalizio di Sua Beatitudine Sviatoslav

Agli eccellentissimi arcivescovi e metropoliti,
vescovi, al reverendissimo clero e al monachesimo,
agli amati fratelli e sorelle in Ucraina e negli insediamenti

Cos'è la prosfora di Natale?

In molte famiglie ucraine esiste una bella tradizione, durante la cena della Vigilia di Natale condividere un’unica prosfora (il pane destinato all’eucaristia) con tutti i membri della famiglia e con gli ospiti che si sono riuniti a tavola, in segno di unità in Cristo Gesù.

Catechismo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina così descrive questa usanza popolare: «Nella tradizione ecclesiale Ucraina è celebrata con particolare solennità la vigilia di Natale, chiamata Santa Sera (Svjatyj večir).Ogni casa si trasforma in una Betlemme della famiglia: sotto la tovaglia collocata sulla mensa, simbolo della mangiatoia, viene messo del fieno, e sulla tovaglia viene posta una prosfora (il pane destinato all’eucaristia), simbolo del bambino Gesù. Accanto alla prosfora si mette una candela accesa per simboleggiare la stella di Betlemme. La famiglia si riunisce intorno alla tavola per cenare di magro e rendere il devoto omaggio al Figlio di Dio incarnato. I fedeli intonano canti natalizi, le porte delle case si aprono ospitali a tutti quanti glorificano il Natale di Cristo. Il culmine della celebrazione del Natale è la solenne liturgia che riunisce tutti i parrocchiani. La cena familiare è coronata dalla cena eucaristica della Divina Liturgia». (Catechismo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina «Cristo, nostra Pasqua» n. 196).

Prima della Cena, il capofamiglia accende una candela e tutti pregano ad alta voce. Poi il più anziano della famiglia si avvicina a ciascuno con un piatto con sopra la prosfora divisa in pezzetti, rivolge a tutti gli auguri e porge a ciascuno un pezzo di prosfora immerso nel miele.

Anche gli ucraini fuori dalla Patria possono continuare a mantenere questa tradizione e, per questo, possono ricevere la prosfora in chiesa, in particolare, a Monza, quest’anno sarà possibile riceverla domenica 21 dicembre, dopo la Divina Liturgia che inizierà alle 10:00 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli (via Bartolomeo Zucchi, 22).

Quando i contadini ucraini si opposero ai sovietici: la carestia artificiale di Stalin contro la minaccia del potere agricolo

Nell’immenso teatro del Novecento, l’Ucraina è stata spesso il campo di battaglia tra due imperi, la Russia e l’Europa. Ma pochi episodi hanno segnato così profondamente la memoria di un popolo quanto l’Holodomor, la grande carestia del 1932-1933, il genocidio per fame orchestrato da Stalin per piegare i contadini ucraini e cancellare la loro autonomia economica e culturale. Per milioni di persone, la fame non fu una calamità naturale, ma un progetto politico. E le sue ferite, novant’anni dopo, continuano a spiegare una buona parte dell’odio e della diffidenza degli ucraini per Mosca – All’inizio degli anni Trenta, l’Ucraina era il cuore agricolo dell’Unione Sovietica.

Holodomor, la Grande fame

Holodomor, noto anche come Genocidio o Olocausto ucraino, è il nome attribuito alla grande carestia che si abbatté sull’Ucraina negli anni 1932 e 1933, e che fu dovuta allo sfruttamento pianificato dal regime sovietico, con la collettivizzazione delle proprietà agricole e la confisca del bestiame e dei prodotti della terra. Fu causa della morte di oltre tre milioni di ucraini, la metà dei quali giovani fino ai 17 anni, ed è stato riconosciuto dal Parlamento europeo nel 2008 come uno «spaventoso crimine contro il popolo ucraino e contro l’umanità», pianificato «con cinismo e crudeltà dal regime di Stalin al fine d’imporre la politica sovietica di collettivizzazione dell’agricoltura contro la volontà della popolazione rurale in Ucraina».